Saccoccio Alessio

Socio Idroluppolo

14 febbraio

Sessione:
FOOD E NON-FOOD: COL FUORISUOLO SI PUÒ FARE

Relazione:

Idroluppolo: il processo innovativo che azzera le criticità della produzione del luppolo

Idroluppolo innova la tecnica di produzione del luppolo attraverso la coltura idroponica. Il processo accompagna i nostri clienti durante tutto il ciclo di vita della pianta, compresa la fase di trasformazione, commercializzazione e riutilizzo degli scarti di lavorazione. Idroluppolo elimina le problematiche tipiche della coltivazione di questa pianta. Chiunque sarà in grado di produrre luppolo e trarne profitto grazie al nostro processo innovativo, anche su terreni problematici e con condizioni climatiche sfavorevoli. La nascita del progetto www.luppolo.crea.gov.it (di cui facciamo parte), finanziato direttamente dal C.R.E.A. e dal M.i.p.a.a.f, indica una forte intenzione del governo nel riportare questa coltivazione nelle aree e piccoli centri attualmente in grande difficoltà, definendola una vera e propria ancora di salvataggio. Dopo la prima fase sperimentale realizzeremo una serra di 1000 mq dove sviluppare ulteriormente le nostre innovazioni: soluzione nutritiva dedicata al luppolo e sensoristica I.O.T. per monitorare la produzione da remoto. La vendita del luppolo sarà marginale, il nostro core business è la vendita del processo produttivo ai birrifici ma anche agli agricoltori. Forniremo diversi prodotti e servizi, quali: impianto idroponico, soluzione nutritiva, sensoristica, consulenza, trasformazione, vendita (in futuro) e riutilizzo degli scarti di lavorazione, creando un pacchetto completo. Idroluppolo permette di azzerare le criticità della produzione in terra: la produzione è protetta dagli agenti atmosferici (serra), il raccolto per metro quadro è quattro volte superiore, notevole risparmio di acqua e suolo, assenza di pesticidi, aromi e sapori unici grazie al continuo perfezionamento della soluzione nutritiva. Pensando solamente ai birrifici italiani e tralasciando gli agricoltori, nel 2015 necessitavano di 3.500 T. di luppolo, di cui 3.672 importati dall’estero (valore superiore alla richiesta per via dell’utilizzo farmaceutico e cosmetico). Unendo a questo dato la regolamentazione di questo mercato solo nel 2015 e l’attuale presenza di una sola coltivazione certificata Italiana, è evidente il potenziale sia in Italia che all’estero del processo innovativo che risolve le problematiche di produzione incrementando ulteriormente la qualità del luppolo. La società è una srl semplificata i cui soci sono Alessio Saccoccio, laurea in Ingegneria master in europrogettazione e reti di impresa con esperienza decennale nella gestione e promozione del settore metalmeccanico, Alessandro cinelli, consulente agrario pioniere della produzione idroponica in Italia e il Dott. Carlo Muzi laurea in biologia cellulare e molecolare presso l’università di Roma  Tor Vergata con dottorato di ricera. Attualmente possiamo vantare come partner oltre che l’Università di Tor Vergata, il C.R.E.A. e l’università della Tuscia. Abbiamo già realizzato una serra di 100 mq con 100 piante di 4 varietà, la soluzione nutritiva è stata messa a punto ed abbiamo ottenuto, a settembre, in media 0,8kg di fresco a pianta (ottimo risultato confrontando con la prima produzione tradizionale).  Dalle analisi base abbiamo ottenuto dei valori di alfa e beta acidi coerenti con una produzione di 3 anni, ora siamo in attesa delle aromatiche. Il luppolo prodotto è stato conferito al Birrificio Pontino che a Dicembre.

Per i dettagli della sessione e gli altri interventi, potete visionare il Programma a questo link

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